Giovedì, 09 Luglio 2020

Isola di Dino

L'isola di Dino arricchisce l'Ente dei Parchi Marini Calabresi sulla parte di costa denominata "Riviera dei Cedri". Situata lungo la costa nord occidentale del Tirreno, di fronte all'abitato di Praia a Mare, si estende per 50 ettari circa con un'altitudine massima di 100 metri.

Nel versante settentrionale, c'è un piccolo molo di attracco da cui parte una strada rotabile che con uno sviluppo di 1700 metri conduce nei cottages situati nella zona alta dell'isola. Strapiombi alti oltre 80 metri terminano  alla base, sia al di sotto che al di sopra del livello del mare, con caratteristiche grotte che prendono vita grazie all'erosione di rocce calcaree.

Tra le grotte più conosciute troviamo: la grotta del "Monaco" e delle "Sardine" dove sono presenti stalagmiti; la grotta delle "Cascate", la grotta del "Leone" e, la più grande, la "Grotta Azzurra".

 

 

Ma, la più interessante dell'isola, la Grotta "Gargiulo", è accessibile sono ai subacquei esperti, e si apre a 18 metri sotto la superficie del mare, estendendosi nelle profondità dell'isola per alcune decine di metri, completamente sommersa, fatta eccezione per due bolle d'aria.

L'accesso ad una parte della Grotta è sconsigliabile anche ai subacquei, tranne che a speleosub esperti.

 

 

 

Percorso Turistico

Il percorso migliore per circumnavigare l'isola è quello di seguire la rotta est-nord-ovest, non più tardi delle ore 11,00. La prima grotta che s'incontra è quella detta del "Monaco", a seguire la grotta delle "Sardine" così chiamata per le molte sardine che vi si trovano. Superato il frontone,sulla la punta occidentale dell'isola, si incontra l'ampia entrata della grotta del "Frontone". A una cinquantina di metri da questa si incontra la grotta delle "Cascate" così denominata a causa del continuo rumore delle acque che cadono. Subito dopo troviamo l'entrata della grotta "Azzurra" che è indubbiamente la più bella delle grotte.

 

 

I colori dell'acqua vanno dal verde azzurro-verde rame in contrasto con l'azzurro pastoso e intenso dei bordi interni della grotta. Poco più avanti, infine, dopo aver superato lo sperone roccioso su cui sorge una costruzione adibita a bar ristorante e dancing a forma di fungo, troviamo la grotta del "Leone" così chiamata per una roccia che immersa nell'acqua ha assunto la forma di un leone accovacciato.